Gli ostacoli: la tua vera evoluzione

Come le persone crescono e si autoformano attraverso i problemi

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Quando ho iniziato la mia attività da consulente la mia attenzione era rivolta principalmente ai risultati da raggiungere. Ma come spesso accade nelle aziende o in qualsiasi altra attività, i clienti mi contattavano per varie problematiche quotidiane e richieste particolari che erano di difficile risoluzione per me.

All’inizio non nascondo che questi intoppi avrei voluto evitarli perché li vedevo solo come delle interruzioni e dei ritardi alle mie normali attività giornaliere (anche se in realtà facevano parte del mio lavoro).

Poi un giorno per fortuna ho capito cosa gli ostacoli potevano significare e perché erano una grande opportunità da cogliere. Mi permettevano di:

  • fare emergere le mie competenze vs il cliente
  • migliorare le mie capacità, perché dovevo trovare le soluzioni
  • usare queste nuove informazioni per altri clienti
  • dare valore aggiunto al consumatore
  • diventare più esperto avendo più schemi risolutivi in testa e quindi prendere decisioni più giuste ed efficaci
  • diventare più affidabile per il cliente e rafforzare la sua fiducia nei miei confronti
  • diventare più affidabile anche verso me stesso e aumentare l’autostima
  • avere una mappa più reale dei prodotti e del loro funzionamento vs gli utilizzatori, tarandola sulle loro vere esigenze

Gli ostacoli non bloccano la strada. Sono la strada. (Anonimo)

Da quel momento di epifania ho iniziato a trattare gli ostacoli con rispetto e ho deciso di accettare la sfida che ogni problematica mi lanciava.

Ho capito che se avevo un grosso problema era perché ero ancora troppo piccolo per risolverlo ed ho iniziato a vedere l’impedimento come una vera opportunità che non potevo perdere per diventare una persona più grande del problema stesso.

E questo atteggiamento non mi ha mai tradito!!!

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Questa grande lezione che ho imparato sulla mia pelle, trova riscontro anche negli esperimenti di noti studiosi di fama mondiale. Te ne condivido alcuni che mi hanno colpito molto.

Carol Dweck docente di psicologia presso la Stanford University, era ossessionata dal capire come le persone affrontassero gli ostacoli e i fallimenti.

Un giorno portò uno per volta dei bambini di 10 anni in un’aula e gli diede dei problemi da risolvere. I primi erano facili e poi gli altri sempre più difficili, e mentre i bambini sudavano (si applicavano con fatica) per cercare di risolverli, lei li osservava.

E qui notò una cosa che non si aspettava. Uno di loro, si strofinò le mani ed esclamò: “Adoro le sfide”. Un altro sudando disse in modo autorevole “Sai speravo proprio che fosse istruttivo”.

Lei si domandò: ma cosa c’è che non va in loro? Perché questi bambini amano il fallimento?

I bambini avevano mostrato alla psicologa un nuovo modello di comportamento. 

Avevano dimostrato quindi che con l’impegno e la volontà, anche le abilità più difficili possono essere coltivate ed imparate e per questo gli ostacoli erano ben accolti dai bambini; infatti loro non pensavano di sbagliare ma già sapevano che stavano imparando, ed era proprio grazie a questo percorso di difficoltà che crescevano diventando più intelligenti.

E’ possibile che questi bambini ci stessero dicendo che non solo dobbiamo aspettarci di trovare gli ostacoli ma di cercarli noi stessi? Davvero la loro risoluzione ci porterà a un livello più alto indicandoci la direzione giusta? Se sì, in che modo?

Nassim Nicholas Taleb, filosofo, saggista ed esperto di matematica finanziaria, in un suo intervento sull’antifragilità, ha detto che le persone vanno alla ricerca di stabilità dell’ambiente ma ne escono indebolite. E le cose migliorano nel valore quando sono sottoposte a sollecitazioni.

Il corpo apprezza lo stress e la volatilità. Molte persone crescono a causa di uno stress post traumatico. In definitiva Taleb va oltre la definizione di resilienza e consiglia di usare gli imprevisti (che non sono prevedibili) non solo per resistere al problema o al fallimento, ma per cogliere l’opportunità come fosse un’opzione per migliorare e svilupparsi.

 

 

Alcuni esempi di aziende che non si sono fermate davanti agli ostacoli:

  • L’Avon prima di essere leader dei cosmetici vendeva libri
  • La Nokia produceva scarponi e galosce.
  • La Boeing company prima di fare aerei vendeva legname al settore dell’aereonautica.

L’uomo scopre se stesso quando si misura con l’ostacolo.
(Antoine de Saint-Exupery)

Se ci riflettiamo bene, quindi, i leader nascono nei momenti delle difficoltà, i manager più pagati sono quelli che sanno risolvere i problemi, c’è chi si crea i problemi per superarli e crescere.

Vedere le problematiche come la chiave di sviluppo per la nostra crescita è un tantino controintuitivo e in controtendenza. Guardare all’ostacolo come all’amico che arriva per farti diventare più bravo e cogliere l’opportunità di fare chiarezza su cosa devi migliorare o imparare non è facile, ma può fare la differenza nella tua vita.

Solitamente davanti all’apparizione di un ostacolo o di un fallimento, la nostra prima reazione è di rabbia, dolore e fastidio, ed è giusto e normale che sia così.

C’è chi rifugge dalla problematica scappando o trovando un’alternativa dove pensa che non avrà più questo tipo di ostacolo, oppure immagina come sarebbe bello se non ci fosse questo impedimento.

Riflettete su questi punti…

  • Ho problemi con un mio amico à cambio amico o penso al futuro quando ne incontrerò uno con cui veramente andare d’accordo.
  • Ho difficoltà al lavoro perché non riesco a raggiungere i buoni risultati del passato à mi muovo per trovare un nuovo impiego oppure rimango dove mi trovo e soffro.
  • Ho paura di alcune situazioni à evito di trovarmi nei contesti dove potrei essere a disagio e sentirmi costretto ad affrontare momenti imbarazzanti e difficili.

In poche parole, sono bloccato in “quella situazione” e sogno contesti diversi e migliori per me e mi dico “Come sarebbe bello se non avessi questo problema!!

Eh già… Perché siamo talmente abituati a vedere i problemi come ostacoli che non ci accorgiamo di quanto possano realmente aiutarci a crescere.

Anche Julio Velasco (allenatore di pallavolo) ha una sua storia personale da cui prendere spunto.

E’ stato l’allenatore della squadra italiana di pallavolo portandola a vittorie mai avute prima. Ha cambiato direzione al futuro della pallavolo italiana, non accettando tutti gli alibi che gli avevano raccontato sul perché la pallavolo in Italia non poteva decollare.

Lui ha iniziato allenando squadre di giovanissimi (ragazzi di 13/14 anni) ed è grazie a quella prima esperienza che si è costruito come bravo allenatore. Affrontava e aiutava a risolvere tutte le difficoltà che i giovani pallavolisti a quell’età possono incontrare, non solo aspetti puramente tecnici di allenamento.

Non ha mai pensato “che sfortuna stare qui con questi ragazzi… Se potessi allenare una squadra forte, oppure l’Italia“. Anzi la sua attenzione era tutta rivolta a trovare soluzioni per quei ragazzi e per quella squadra. E’ lì che batteva e ribatteva la testa per capire come poter dare a quei ragazzi il meglio di sé.

Ha riconosciuto, studiato, compreso e affrontato con successo le problematiche che incontrava abitualmente. Ed è in quel momento che a messo le basi più solide come allenatore di successo, fino ad essere poi chiamato da una grande squadra di serie A.

Wallace D. Wattles, ispiratore del Nuovo pensiero e autore di “La scienza del diventare ricchi“,  nel 1920 parlava già del principio di crescita “puoi ottenere tutto ciò che desideri nel futuro solo concentrando tutte le tue energie nell’uso costruttivo di quello che stai facendo oggi, qualunque cosa si tratti e non desiderare di ottenere ciò che oggi non sei in grado di ottenere”.

Quindi il nostro compito per crescere è fare bene quello che stiamo facendo, anzi farlo più che bene. Per realizzare questo non possiamo evitare gli ostacoli che sicuramente incontriamo ed incontreremo sempre. Anzi… Direi che se non li incontriamo dobbiamo chiederci in cosa stiamo sbagliando.

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Gli ostacoli sono i segnali più importanti che ci indicano cosa dobbiamo far bene e migliorare in quello che stiamo facendo.

Quindi quando incontri un momento difficile, anche molto difficile, non prendere decisioni avventate dettate dalla paura. Lo so è dura e fa male, ma tu resisti, fermati ed entra dentro le avversità, riconoscile, studiale freddamente, come uno scienziato che studia i batteri e vedi cosa sta impedendo o bloccando i tuoi processi.

A mente fredda osserverai tutta la mappa e riconoscerai la lezione che ti viene indicata dall’ostacolo. Prenditi le tue responsabilità, è quella la chiave!!!

Cogli sempre al volo di cogliere l’opportunità per salire al gradino superiore della tua crescita. Io ringrazio sempre i miei amici ostacoli. Mi hanno dato – e mi danno tutt’ora – la spinta giusta per diventare il consulente professionale e la persona che sono oggi.

I perdenti fanno di tutto per evitare i problemi, mentre i vincenti li scelgono come compagni di viaggio.

Tu chi vuoi essere?

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