La creatività è di tutti

La potenzialità del futuro che farà la differenza.

Chi esprime creatività ?

TUTTI! Si, hai capito bene… tutti siamo creativi in modo naturale e non possiamo farne a meno.

Quando dobbiamo prendere decisioni o fare delle scelte, siamo chiamati ad agire e solitamente lo facciamo attraverso le nostre rappresentazioni mentali, che ormai sono diventate automatiche e fanno parte della nostra coscienza.

Quante volte hai sentito dire da qualcuno che conosci che non hai il dono della creatività?
Oppure sei tu stesso a dire o pensare che non sei una persona creativa. Ma ne sei proprio sicuro?

Immagina se usassi parole diverse, se dicessi: “Questa è un’attitudine che io non ho” oppure “Non ho immaginazione o fantasia per creare qualcosa di nuovo o di diverso”. Il concetto sembra lo stesso, ma l’impatto è differente!

Perché la creatività ce l’abbiamo tutti dalla nascita e, quindi, può essere allenata sino a farla diventare un nostro modo di essere e agire.  Ma di questo te ne parlerò più avanti, dandoti anche alcuni esercizi per allenarti.

Solitamente la creatività viene associata alla genialità di qualche artista che all’improvviso, con un’azione o un’idea, riesce a vedere quello che la maggior parte delle persone non ha colto.

Eppure, se analizziamo le azioni che compiamo quotidianamente e come ci approcciamo alla vita e alle sue esigenze potremmo scoprire che molti di noi stanno esprimendo la creatività e non lo riconoscono.

Potremmo erroneamente pensare alla creatività come a una componente separata, da aggiungere al nostro modo di agire. Tuttavia, quello che dobbiamo comprendere è che essa è già presente in ciò che facciamo, semplicemente lo espande e lo ottimizza.

Per assurdo potremmo ammirare qualcuno che pensiamo sia un creativo ma che di creativo non sta raccontando nulla.

Questo accade perché, il più delle volte, non si ha un’esatta consapevolezza e conoscenza del termine creatività oppure perché ognuno di noi ha una sua idea in proposito di cosa significhi e rappresenti questa capacità.

Cosa è la creatività?

Se prendiamo la definizione che ne dà il dizionario Treccani, troviamo che il termine creatività in psicologia indica: un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.

Sembra tanta roba, ma sono tutte azioni e pensieri fondamentali che dobbiamo applicare per forza nella nostra vita lavorativa e professionale, non possiamo tirarci indietro!

La creatività sta diventando ai giorni nostri (e nel futuro lo sarà ancora di più) differenziante e preziosa ed è una delle caratteristiche che ci permettono di battere l’intelligenza artificiale e distinguerci dalla massa.

Oggi la maggior parte delle persone sono bravissime e super capaci a leggere ed interpretare oggettivamente quello che già c’è ed è stato creato da qualcuno. Essere critici sino alla perfezione.

Diciamo che ci sono tanti bravi ed ottimi esecutori ma pochi creativi. 

La creatività è la soft skills più difficile da trovare nel mondo del lavoro e il paradosso è che si tratta di una caratteristica innata dell’uomo. Dovrebbe essere qualcosa di naturale in ognuno di noi.

Nasciamo tutti creativi, basta guardare ai bambini in tenera età. Poi, strada facendo seppelliamo gradualmente la creatività per dare spazio alla razionalità più pura. La creatività diventa così nascosta che non riusciamo più a vederla e ricordarci come si usa.

Il futuro della creatività

Entro il 2022 vedremo un netto aumento nella domanda di creativi. L’obiettivo è imparare ad essere creativo e, quindi, applicare questo modo di essere a tutto ciò che facciamo, sfruttando il principio: come faccio una cosa, così faccio tutto.

Nel mondo del lavoro, nei rapporti sociali e con la tecnologia, la creatività con il passare del tempo, diventerà sempre più indispensabile man mano che i robot e gli algoritmi porteranno via il lavoro automatizzabile

E se molte hard skills tendono a diventare presto obsolete, le soft skills restano attuali.

Sopravvivranno solo i lavori per cui è richiesta la creatività e l’inventiva, perché la creatività è di crescente importanza, trainata dalla necessità delle aziende di innovare continuamente.

Cosa ci fai con la creatività?

La creatività è la nostra capacità di risolvere i problemi senza usare le stesse logiche che li hanno creati, di prendere decisioni in situazioni complicate e non prevedibili, e di disegnare piani di sviluppo a lungo termine con una visione che un robot difficilmente potrà avere.

“Il mondo domani si dividerà tra quelli che diranno ai computer cosa fare e quelli a cui i computer diranno cosa fare e la creatività dell’uomo giocherà un ruolo chiave per chi vorrà stare nella prima categoria”. Così sostiene Daniele Gregori nel suo “Consulenti 4.0”.

La risoluzione di problemi complessi, il pensiero critico e la creatività sono le tre skills più importanti da qui ai prossimi anni. Se notiamo bene, queste tre capacità:

  1. problem solving,
  2. pensiero critico,
  3. creatività

sono interdipendenti tra di loro e rappresentano anche un piccolo sistema. Una è di appoggio e di sviluppo per l’altra e unite concorrono per raggiungere lo stesso risultato.

Se apprendi e potenzi una di queste capacità non puoi fare a meno di potenziare e incidere positivamente anche sulle altre due.

Per esempio, se voglio risolvere un problema complesso devo sapere essere critico su quello che crea il problema.  Poi devo sapere utilizzare la creatività per provare a dare una nuova direzione.

È fondamentale capire i paradigmi che ci sono dietro i processi e come funzionano e poi intervenire con soluzioni innovative e creative. Quindi creatività fa anche rima con innovatività.

La creatività come potenzialità

Vediamo cosa scrive Luca Stanchieri (fondatore del coaching umanistico) a proposito di questa potenzialità: “la creatività è la facoltà umana di produrre nuove idee per migliorare la vita. Un’idea creativa è tale perché è applicabile e perché contribuisce al benessere proprio o altrui.”

La creatività è una capacità non fine a sé stessa, ma orientata al conseguimento di un obiettivo. Se non apporta un miglioramento o ci conduce a un risultato diventa solo una semplice ginnastica mentale.

Quando diciamo non sono un creativo può essere in parte vero, ma andrebbe corretta l’affermazione con: non so usare questa capacità perché con il tempo non l’ho sviluppata e l’ho fatta arrugginire.

Oppure che non sono capace di metterla in atto volutamente perché mi mancano le conoscenze utili a usare fattivamente questa risorsa.

Perché è di questo che si tratta, la creatività è una potenzialità che fa parte di noi e che tutti abbiamo dalla nascita e che, quindi, può essere allenata sino a farla diventare un nostro modo di essere e agire.  

Allenata con esercizi mirati può diventare una vera competenza sino a trasformarla in un nostro talento.

Possiamo dire che il pensiero creativo è la capacità di produrre qualcosa di nuovo e diverso, che nasce da una diversa sistemazione di informazioni collegate al contesto sociale e culturale in cui è inserito l’individuo.

L’obiettivo è produrre un concetto diverso, sintetico ed esaustivo.

L’efficacia della creatività

Quindi per essere efficaci e poter dire di essere creativi dobbiamo essere in grado di collegare e associare idee, concetti, circostanze, piani e azioni che miscelati tra di loro potranno dare risultati concreti per risolvere problematiche o apportare miglioramenti a qualcosa di già esistente.

Essere creativi permette di avere un sistema operativo mentale superiore e un diverso approccio alle situazioni, perché si è in grado di capire cosa blocca il processo o quale leva serve per farlo ripartire.

Per prima cosa si guarda il processo e si cerca di capire cosa non funziona. Poi si possono sperimentare, guidati dalla conoscenza delle dinamiche di errore, nuove soluzioni; selezionando ed approfondendo quelle che sembrano maggiormente promettenti.

Di importanza fondamentale è la ripetizione iterativa di queste azioni, le quali, attraverso un lavoro di sperimentazione e osservazione continua, possono portare alla risoluzione creativa di qualunque classe di problemi.

Se vuoi essere efficace nell’innovazione hai bisogno di capire e conoscere i principi che sono sottostanti alla tua modifica o idea. Devi sapere cosa stai cambiando e perché lo stai facendo e dove dovrebbe portarti quella nuova situazione.

Puoi prendere spunti da altri settori e portarli nel processo da innovare o creare.

Non sei sicuro del risultato, ma sei sicuro che quella è la strada giusta.

Lo hai già visualizzato nella tua mente oppure l’hai visto succedere anche in altri settori e quindi provi ad agire, ma non tanto per provare perché devi fare qualcosa, sai che è la cosa giusta da fare perché sai cosa porta a cosa.

Ogni variazione porta ad altre variazioni e bisogna considerarle tutte come un ingranaggio che funziona.

La creatività come competenza

Non puoi essere creativo se non hai le competenze giuste o non hai allargato le tue conoscenze, altrimenti stai creando al buio.

Vedrai sempre la situazione da un solo punto di vista che è lo stesso che ha creato il problema. Deve scattare una visione chiara di un concetto o modo di fare diverso.

Massimo Bottura Chef e proprietario dell’Osteria Francescana, ritenuto per anni il miglior ristorante al mondo, racconta ,in suo intervento tenuto a Milano e organizzato da “Performance Strategies”, che all’inizio della sua carriera aveva un sogno.

Voleva portare le 3 stelle Michelin a Modena partendo dal suo piccolo ristorante di famiglia, attraverso piatti innovativi della sua terra.

La strategia sarebbe stata quella di preparare piatti evoluti e sofisticati per comunicare il mondo modenese.

Le persone all’inizio non capivano il suo talento e i suoi piatti: o non piacevano o venivano ignorati, troppa creatività e lontano dai gusti delle persone. Disperato e depresso voleva smettere e cambiare lavoro.

Quando stava per arrendersi e buttare l’asciugamano al tappeto, Emilio Mazzoli gallerista e suo amico gli disse: “Tu stai cucinando come un artista d’avanguardia, ma devi cucinare come Raffaello, cioè meglio delle loro nonne”.

Un consiglio prezioso e gli propose di preparare “Le tagliatelle al ragù” che gli altri già conoscevano e migliorarlo in modo da farsi apprezzare da chi ancora non conosceva le sue qualità.

Lo chef studiò il mercato culinario della sua regione, individuò e si specializzò sulla tagliatella al ragù.

Girò l’Emilia per osservare e capire come la preparavano gli altri ristoranti e con tutti questi appunti e notizie apprese (e assaggiate potremmo dire) si rese conto che poteva fare di meglio e apportò i suoi miglioramenti a questo piatto.

Così iniziò ad avere i primi clienti soddisfatti.

Poi casualmente in un giorno di pioggia, un critico gastronomico bucò una gomma dell’auto nei pressi dell’Osteria Francescana e, mentre gli riparavano la gomma, si fermò a mangiare nel ristorante di Bottura.

Qui assaggiò per la prima voltya le sue tagliatelle al ragù e le trovò così deliziose che prima di andarsene gli disse: “leggerà venerdì cosa penso di lei e del suo piatto”.

Il venerdì lo chef lesse quello che tanto aveva sognato: “mi dispiace per i modenesi, ma questa è la tagliatella più buona della mia vita”. E quell’anno gli fu assegnata la stella Michelin.

Finalmente la sua creatività aveva migliorato quello che già esisteva.

Questa piccola storia ci insegna almeno due aspetti importanti che possono esserci di esempio e di aiuto per creare qualcosa di diverso:

Uno è che una tecnica per essere creativa potrebbe prendere in ipotesi di cambiare solo un particolare di un qualcosa di conosciuto e già apprezzato dagli altri, in questo modo le persone possono capire di cosa si tratta e nell’usufruirne possono apprezzarne le novità e il miglioramento avvenuto.

Oggi è essenziale dove l’offerta è ampia e sembra tutto simile. In questo contesto le novità possono catturare l’attenzione.

Due, Bottura ha prima studiato il mercato in cui voleva portare creatività e miglioramento e da quelle basi di conoscenza ha costruito qualcosa di diverso.

Quindi non è stato creativo prima ma solo dopo che aveva preso coscienza di ciò che c’era e come funzionava. E solo allora ha potuto esprimere una creatività efficace e condivisa.

L’allenamento della competenza

Ci vuole anche apertura mentale per essere creativi e coraggio di portare avanti le proprie idee. Ma il coraggio lo prendi dalla conoscenza di quello che stai innovando e questo porta anche ad avere quella sicurezza che serve per agire.

Ci sono tantissime tecniche per allenare e sviluppare la creatività. Io vorrei presentartene una controintuitiva, semplice ma potente, da usare quando ti senti bloccato e hai bisogno di incentivare la creatività e l’inventiva.

La “Tecnica del come peggiorare” usata dal Prof. Nardone nel suo metodo Problem Soving Strategico e dai grandi inventori del passato, da Archimede a Leonardo fino a Edison, quando dovevano trovare soluzioni alternative a problemi sino ad allora irrisolti.

Davanti a una scelta da prendere, porsi due domande.

  1. “Se volessi far peggiorare ulteriormente la situazione invece di migliorarla, come potrei fare?”
    E elenchi tutte le soluzioni che si riescono a produrre.
  2. “Quali sono tutti i metodi o le strategie che, se adottati, porterebbero ad un sicuro fallimento del mio progetto?”

Con questa tecnica si hanno due vantaggi. La prima è che se rilevo tutto quello che può andare male coscientemente ne prendo atto e blocco le azioni che le producono.

La seconda è che costringendo la mia mente a trovare tutte le soluzioni fallimentari, di solito, faccio sì che essa, per contrasto, vada spontaneamente in cerca di soluzioni alternative. Geniale!

La proattività del creativo

Per essere efficace e differenziarci nella vita e nel lavoro non basta la buona volontà e l’intenzione da parte nostra. Quello che ci farà emergere ed essere scardinanti nelle nostre scelte sono gli strumenti che abbiamo a disposizione e come li usiamo.

Come ci ricorda bene questo proverbio napoletano: “Song’ ‘e fierr ca’ fann ‘o mast” (trad. Sono i ferri che fanno il mastro) .

Tra gli strumenti fondamentali utilizzati per essere incisivi la creatività la possiamo considerare uno strumento, gratuito, semplice e potente a disposizione di tutti gli esseri umani. Come abbiamo visto non è appannaggio di pochi e privilegiati uomini.

Essere creativi ci permette di avere una leva capace di proiettarci verso il futuro e fare da ponte per raggiungere, cogliere e accrescere altri strumenti vitali che il mondo ci chiede di utilizzare sempre di più.

Se vogliamo essere proattivi, originali, penetranti e distinguerci non possiamo non sapere usare questa potenzialità. C’è sempre una strada diversa e giusta e sta a noi riconoscerla.  Come afferma G. Donadei “La vita è questa. Niente è facile e nulla è impossibile

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